Pubblicazione nata nel 2025 con il progetto POC "Curiamo le nostre scelte"-

Pubblicazione nata nel 2025 con il progetto POC "Curiamo le nostre scelte" ESPERTO: Prof. Lorenzo RUGGIERO TUTOR: Prof. Alessandro DISTRATIS

giovedì 16 luglio 2026

Del Prete Falcone: la maturità oltre il voto, storie e progetti dei neodiplomati.

 

Di Giuseppe Frascella, Francesca Albano e Ginevra Ferretti.



Sui tabelloni scolastici sono rimasti solo numeri, ma la Maturità è molto più di un voto. Dietro ogni cifra c’è un percorso di cinque anni fatto di ansie, sacrifici e speranze che merita di essere raccontato a prescindere dal risultato finale.

 In questo articolo diamo voce ad alcuni studenti di vari indirizzi dell’Istituto “Del Prete Falcone” di Sava: ragazzi capaci e determinati che hanno affrontato l'esame con maturità reale. Attraverso i loro racconti diretti, scopriamo come hanno superato lo scoglio delle prove e quali progetti li attendono per il futuro.

Le domande dell'intervista:

1.    Com'è andata nelle prove scritte e ti aspettavi il voto che hai preso, o hai avuto bisogno dei punti bonus della commissione?

2.    Quali autori o argomenti hai collegato al colloquio e come hai gestito l'emozione davanti ai commissari?

3.    Come passerai l'estate? Hai in programma viaggi particolari (es. all'estero, Interrail), relax o un lavoro stagionale?

4.    Quali sono i piani per il futuro? Inizierai a lavorare o inizierai l'università? Se sì, quale facoltà hai scelto di frequentare e in quale città andrai a studiare? Hai già superato il test d'ingresso?

Le Interviste

 


Rebecca Chianura – Classe: 5ª Informatica – Voto: 100/100

Le prove scritte sono andate molto bene: ho ottenuto 20/20 in italiano e 18/20 in Sistemi. Non davo per scontato il 100, anche perché mi mancava un credito del terzo anno, ma ho lavorato sempre con costanza puntando anche alla borsa di studio. I punti bonus assegnati dalla commissione sono stati un importante riconoscimento finale per tutti i sacrifici fatti in questi anni.

  Durante il colloquio ho cercato di valorizzare la mia persona partendo dal mio "capolavoro" (collegato al tema della meraviglia). Ho affrontato le crisi d'identità in Pirandello, l'inettitudine in Svevo e il fanciullino di Pascoli; mentre in inglese ho presentato la creazione del mio CV. Per le materie d'indirizzo ho illustrato il database e il sito sviluppato per l'agenzia Rdipunzio Events. Nonostante la forte agitazione iniziale e la paura per Sistemi, ho gestito la tensione cercando di vivere l'orale come un'opportunità per raccontare me stessa.

Questa estate sarà un mix di impegni e svago: continuerò a dedicarmi molto alla danza e farò la mia prima esperienza con un nuovo lavoro stagionale al mare. Anche se al momento non ho in programma grandi viaggi all'estero, voglio ritagliarmi i giusti spazi di riposo per godermi al massimo questa estate così speciale, che fa da ponte tra due capitoli fondamentali della mia vita.

  I miei piani futuri prevedono di conciliare studio e lavoro. Continuerò a collaborare con la Rdipunzio Events e da settembre, avendo conseguito il titolo di maestra di ballo, insegnerò danza alla Peluso Dance Academy. Contemporaneamente proseguirò gli studi iscrivendomi a Scienze Motorie e Sportive all’università di Lecce, con l'obiettivo di diventare un giorno insegnante e rimanere nel mondo dello sport.

 

Simone Pichierri – Classe: 5ª Scientifico – Voto: 100/100

Nelle prove scritte è andata benissimo, ho preso 19/20 in italiano e 20/20 in matematica. Essendo arrivato all'esame con una solida base di 77 crediti, sono riuscito a raggiungere il 100 finale grazie anche all'attribuzione di 3 punti bonus da parte della commissione.

  Per l'orale sono partito da un discorso introduttivo sulla tutela dell'ambiente, da cui i docenti hanno sviluppato le loro domande. Per italiano ho esposto Montale, il Naturalismo e le differenze tra Zola e Verga; per scienze ho parlato di biorisanamento e di biotecnologie applicate allo smaltimento della plastica; in matematica mi è stato chiesto uno studio di funzione e in storia la prima guerra mondiale.

  Passerò la prima parte dell'estate divertendomi con gli amici, ma dovrò continuare a studiare fino al 28 luglio, giorno in cui sosterrò il test di ammissione all'università. Dal 18 al 23 luglio faremo un viaggio a Lisbona insieme e, subito dopo il test, potrò finalmente rilassarmi del tutto e godermi le vacanze.

  In futuro ho intenzione di proseguire il mio percorso di studi iscrivendomi alla facoltà di biotecnologie presso l'Università degli Studi di Torino.

 

Lorenzo Sirsi – Classe: 5ª Scientifico – Voto: 96/100

Gli scritti sono andati bene: ho ottenuto voti alti in entrambe le prove, anche se non perfetti. Grazie anche all'assegnazione dei punti bonus da parte della commissione, sono riuscito a raggiungere il traguardo finale di 96/100.

  Durante il colloquio ho parlato principalmente di Pascoli e D'Annunzio, collegandoli ai pensieri di Nietzsche e Leopardi. Non sono un ragazzo particolarmente ansioso e, infatti, una volta seduto davanti alla commissione ho capito che si trattava di una prova tranquilla, facilitata anche dai commissari che si sono mostrati disponibili e mi hanno messo a mio agio.

  L'estate sarà dedicata in gran parte al riposo, ma sto organizzando con gli amici un viaggio all'estero che dovrebbe toccare Budapest e Praga. Tra non molto, però, dovrò iniziare a riprendere i libri in mano per prepararmi al test OFA dell'università.

  Andrò a studiare ingegneria informatica a Lecce. Per questo corso di studi non è previsto un test d'ingresso selettivo per l'accesso, ma sosterrò solo una prova iniziale di orientamento per valutare la preparazione di partenza ed eventualmente colmare le lacune.

 

Bruno Bernardo Pozzessere – Classe: 5ª Scientifico – Voto: 89/100

Le prove scritte sono andate complessivamente bene, soprattutto quella di italiano dove ho ottenuto un ottimo 19/20 che rispecchia il mio percorso nei cinque anni. In matematica ho avuto un esito meno brillante ma comunque soddisfacente con 14 punti. Il voto finale di 89 centesimi rappresenta per me il giusto premio alla costanza dimostrata al liceo.

  Ho aperto il colloquio parlando del mio percorso scolastico e del mio capolavoro, collegandolo all'esercito e all'esperienza vissuta nel corso teatrale. In storia ho risposto sulla prima guerra mondiale, mentre in italiano la docente mi ha interrogato su Estetismo, Superuomo e D'Annunzio, ricollegandosi alla figura di Antigone interpretata a teatro. Le esperienze vissute in ambito militare e teatrale mi hanno aiutato a gestire benissimo l'emozione, dandomi sicurezza e impedendo all'agitazione di trasformarsi in ansia.

  Quest'estate non lavorerò perché voglio godermi ogni momento insieme ai miei amici storici, che considero dei veri fratelli, prima che ognuno prenda la propria strada. Trascorreremo molto tempo al mare e, dal 18 al 23 agosto, partiremo per un viaggio a Lisbona per fare un'ultima grande esperienza di gruppo.

  Il mio grande sogno è intraprendere la carriera militare nell'Esercito Italiano. Il 23 giugno 2026 ho ottenuto l’idoneità al concorso VFI; a fine luglio uscirà la graduatoria che indicherà la mia destinazione per il RAV di settembre, che sarà il primo passo concreto verso la mia futura professione.

 

Rebecca Pichierri – Classe: 5ª Informatica – Voto: 98/100

In realtà non mi aspettavo una valutazione così alta: speravo di fare una buona figura ma non pensavo di sfiorare il massimo arrivando a 98. È stata una bellissima sorpresa e sono molto orgogliosa del traguardo raggiunto, che conclude in bellezza questi anni di studio.

  All'orale ho approfondito il romanzo Accabadora di Michela Murgia, collegandolo a Grazia Deledda e Luigi Pirandello. Ero molto ansiosa la mattina dell'esame ma, per fortuna, l'estrazione della mia lettera mi ha portata a essere la prima della classe a sostenere il colloquio. Questo mi ha aiutata a togliermi subito il pensiero, e grazie al supporto dei miei professori interni sono riuscita a tranquillizzarmi.

  Anche se negli anni passati ho sempre lavorato durante i mesi estivi, per quest'anno ho deciso di prendermi una pausa per rilassarmi e ricaricarmi. Al momento non ho ancora piani definiti, ma sto organizzando un viaggio post-maturità insieme ai miei amici.

  Per il futuro ho scelto di iscrivermi alla facoltà di Lettere Contemporanee a Lecce. Trattandosi di un corso di studi ad accesso libero, non dovrò sostenere un test d'ingresso selettivo, ma svolgeremo soltanto una prova di posizionamento iniziale che non influisce sull'ammissione.

 

Sofia Dell'Aglio – Classe: 5ª Moda – Voto: 100/100 (con Lode)

Ho affrontato gli scritti con grandissima energia e determinazione, ottenendo un doppio 20/20. Forte di questi risultati, nelle ultime settimane è cresciuta la consapevolezza di poter ambire al massimo dei voti e alla lode, cosa che mi ha permesso di vivere l'orale in assoluta tranquillità e come una semplice chiacchierata, senza bisogno dei punti bonus.

  Il colloquio si è svolto in un clima molto sereno grazie a dei commissari estremamente gentili. Ho esposto un elaborato sul sonetto Languore di Verlaine, collegando poi Svevo e D'Annunzio (anche se quest'ultimo non si sposava del tutto con l'idea di scomposizione dell'animo che avevo in mente). Per le materie d'indirizzo, inglese e i laboratori è stato tutto molto semplice, grazie ai vari collegamenti fatti a partire dall'abito che ho presentato.

  Questa estate sarà il mio spazio personale di ricreazione dopo un capitolo scolastico lungo e intenso, nel bene e nel male. Mi dedicherò alle mie passioni creative, ai miei amici e farò un lavoretto stagionale per mettere da parte qualche risparmio, tenendo aperta la porta all'idea di un viaggio in solitaria in qualche meta esotica.

  Il mio futuro sarà quasi certamente universitario, orientato verso una facoltà umanistica che mi aiuti a colmare i vuoti lasciati dalla società dei consumi. Rimango comunque aperta ad altre opzioni, comprese intriganti proposte lavorative all'estero: l'importante per me è trovare la mia strada, senza paura di fare scelte giuste o sbagliate.

 

Riccardo Lamusta – Classe: 5ª Scientifico – Voto: 84/100

Purtroppo gli scritti non sono andati come speravo. Essendo stato ammesso all'esame con una media del 9 e mezzo e avendo perso un solo credito in tre anni, l'84 finale inizialmente mi ha fatto stare male. Questa esperienza, però, mi ha insegnato una grande lezione: un voto non definisce chi siamo e non dobbiamo mai smettere di andare avanti e puntare in alto per i nostri obiettivi.

  Durante l'orale ho esposto autori importanti come Foscolo, Montale, Pirandello e Verga. Ero molto tranquillo davanti ai docenti: sapevo che, dopo gli scritti, nessun voto mi avrebbe soddisfatto del tutto, e questa consapevolezza ha trasformato la delusione in una forte determinazione a mostrare il mio reale valore, dandomi molta sicurezza nell'esposizione.

  Questa sarà un'estate di totale libertà e relax, senza mete precise o programmi troppo rigidi. Dopo lo stress accumulato per la maturità e le delusioni iniziali, sento il bisogno di vivere alla giornata, fare nuove esperienze e ripartire a settembre con la giusta carica.

  Il mio percorso proseguirà all'università: mi iscriverò alla facoltà di Ingegneria Informatica a Lecce, un corso ad accesso libero senza test d'ingresso selettivo. Ironia della sorte, la mia vera prova d'ammissione per questa avventura non sarà sui libri, ma riguarderà la logistica e la caccia a una stanza in affitto a Lecce.

 

Giulia D’Amicis – Classe: 5ª Biotecnologie Sanitarie – Voto: 73/100

Nelle prove scritte ho ottenuto 14 nella prima prova e 13 nella seconda. Anche se una parte di me sperava in qualcosa di più, il 73 finale rispecchia il mio percorso. Non ho ricevuto punti bonus, ma sono molto fiera del mio risultato perché dietro c'è tanta determinazione e la capacità di superare le difficoltà: per me la Maturità è stata prima di tutto un percorso di crescita personale.

  Nel colloquio ho esposto argomenti che sentivo molto miei: in chimica ho parlato dei lipidi, in igiene dell'aterosclerosi, in inglese dell'alimentazione sana e dell'obesità, e in italiano ho portato Montale. Davanti alla commissione ero emozionata ma anche tranquilla, orgogliosa di poter dimostrare tutto ciò che ho appreso in questi cinque anni.

  Dopo lo stress dell'esame sento il bisogno di dedicarmi un po' a me stessa, tra vacanze e relax con le persone care. Allo stesso tempo non voglio fermarmi e continuerò a studiare e ad allenarmi per prepararmi al concorso nell'Arma dei Carabinieri, una sfida che richiede grande costanza.

Il mio futuro immediato non sarà universitario: voglio concentrare ogni mia energia per superare le prove ed entrare nell'Arma dei Carabinieri, una strada in cui sento di poter dare il massimo. Credo che ognuno abbia i propri tempi e che il valore di una persona non si misuri da un voto, ma dalla capacità di lottare per i propri sogni.

 

Alyssa Saracino – Classe: 5ª Moda – Voto: 100/100 (con Lode)

Prima dello scritto di italiano l'ansia era molta, ma ho scelto con convinzione la traccia C2 sul brano di Antonio Calabresi, ritrovandovi i miei valori di impegno e sacrificio. Nella seconda prova tecnica mi sono sentita più sicura e ottenere 20/20 in entrambi gli scritti è stata una gioia immensa. Il 100 e lode finale è arrivato senza bisogno di punti bonus, coronando cinque anni di costante determinazione.

  All'orale l'agitazione iniziale è svanita non appena ho iniziato a presentare la mia collezione e l'abito che ho realizzato. Su richiesta della docente di italiano ho collegato la mia collezione a La pioggia nel pineto di D'Annunzio, illustrando il forte legame comune con gli elementi naturali. Parlare di un progetto così mio mi ha aiutata a trovare la giusta serenità.

  Dopo un anno così intenso, passerò l'estate cercando di recuperare le energie ma senza fermarmi del tutto. Mi sto dedicando molto allo sport, che è la mia passione più grande, e sto studiando per i test di ammissione all'università, pur ritagliandomi dei momenti di relax da passare con gli amici e con la mia famiglia.

  Il mio obiettivo futuro è frequentare la facoltà di Scienze Motorie per trasformare la mia passione sportiva in una professione. Mi sto preparando con serietà per il test d'ammissione, pronta ad affrontare questa nuova sfida accademica con la stessa determinazione che mi ha accompagnata fino ad oggi.

 

Giuseppe Milizia – Classe: 5ª Informatica – Voto: 100/100 (con Lode)

Nelle prove scritte è andata abbastanza bene, anche se ammetto che la difficoltà della seconda prova di Sistemi e Reti mi aveva spaventato. Non mi aspettavo affatto di ottenere il punteggio massimo di 20 e 20 in entrambi gli scritti, un risultato che mi ha poi consentito di accedere ai punti bonus per la lode.

  Durante il colloquio non ho presentato autori letterari specifici, ma ho discusso del pensiero di diversi scienziati riguardo al tema dello stupore scientifico. Grazie al clima sereno creato dai commissari sono riuscito a superare l'ansia dell'esame, vivendo l'orale come un dialogo piacevole e un confronto civile e maturo.

  Quest'estate lavorerò in un settore attinente al mio percorso di studi di informatica. Credo sia molto importante iniziare a consolidare le mie conoscenze tecniche e a costruire delle basi solide e pratiche per il mio futuro a breve e lungo termine.

  Per il mio futuro ho in sospeso un'offerta di lavoro piuttosto interessante che vorrei provare a valutare nell'immediato. Se questa opportunità non dovesse concretizzarsi, ho già pianificato di proseguire gli studi iscrivendomi a Ingegneria Informatica a Lecce.

 


Sui tabelloni scolastici restano i voti, ma l'aspetto più rilevante è la diversità dei percorsi scelti da ciascun diplomato. Università, concorsi o inserimento lavorativo: il futuro di questi ragazzi si costruisce ora sulle loro scelte concrete. La redazione del DPF Times fa a tutti loro, e a ciascun neodiplomato, un grande in bocca al lupo per le sfide future che li attendono tra università e mondo del lavoro.

 

 

 

giovedì 11 giugno 2026

5 RACCONTI

 

Di Zoe Polimeno e Francesca Albano



Tutti gli studenti, tra lezioni e attività extracurricolari hanno la necessità di trovare un equilibrio tra la scuola e i loro interessi personali.

Questi possono essere diversi da individuo a individuo, e a volte molto distanti dal proprio indirizzo di studio. È questo il caso del maturando Giuseppe Frascella della 5^A CMB, che pochi mesi fa ha scritto e poi pubblicato  il 9 aprile, tramite Amazon, una piccola raccolta di 5 racconti dell' orrore.

Leggendolo, seppur la modesta lunghezza dei racconti, si può percepire la passione per la scrittura e per questo genere, e si può affermare che la diffusa credenza che chi intraprende un certo percorso di studi non possa eccellere in campi completamente diversi sia falsa.

Partendo col racconto "Pacco numero 27" , si entra nella vita di un uomo perseguitato dal mistero di pacchi anonimi di cui fatica a comprendere il senso.

E poi con "La Chiazza sull'oceano"  ci si confronta con la triste avventura di un ragazzino abbandonato al suo orribile destino.

"La storia di Mair" inquieta il lettore, rendendolo partecipe del raccapricciante destino del fantasma di una donna.

Con "Ciò che si annida nel buio" il nostro autore fa' trapelare dalle pagine del suo libro la pazzia di un uomo solo e disperato che si scopre però realtà, riversando la sua angoscia sul lettore.

È l' ultimo racconto invece che prende una piega completamente diversa. Distaccandosi dall' orrore delle storie precedenti, quest' ultima prende la forma di omaggio al bisnonno del nostro giovane autore, che ne racconta un coraggioso tentativo per mantenere la propria famiglia durante i tempi di guerra.

E per chi volesse apprezzare il suo lavoro, anche in momenti in cui la lettura è più difficile, questi racconti sono presenti anche su un canale YouTube di udiolibri, di cui questo è il link: https://youtube.com/@raccontiaudio?si=d0TLOl_pS2g2Vr1K 

Libro interessante e coinvolgente, si spera sia solo il primo di una lunga serie di Giuseppe Frascella, a cui auguriamo uno splendido futuro al di fuori della nostra scuola e speriamo riesca a coltivare questa sua magnifica passione.

sabato 16 maggio 2026

Il prezzo della giustizia: l’incontro con Nicola Gratteri all’IISS “Del Prete Falcone”

 

Di Riccardo Lamusta, Giuseppe Milizia, Rebecca Pichierri


Il 17 aprile 2026, nell’aula dell’IISS “Del Prete-Falcone”, non c’era il solito brusio delle lezioni, né il rumore distratto di una giornata scolastica qualunque. C’era un silenzio diverso. Un silenzio pieno di attenzione, rispetto e riflessione. Per quasi due ore studenti e docenti hanno ascoltato le parole di Nicola Gratteri, uno dei magistrati simbolo della lotta contro la criminalità organizzata in Italia.


Non è stato un semplice incontro scolastico. È stato un momento capace di lasciare un segno profondo. Guardando Gratteri parlare, raccontare la sua esperienza e descrivere la realtà della mafia senza filtri, si percepiva il peso delle sue scelte e del suo coraggio. Ogni parola arrivava diretta, senza bisogno di effetti o grandi discorsi. Bastava ascoltare.

Ciò che ha colpito maggiormente è stata la consapevolezza dei sacrifici che una vita del genere comporta. Gratteri ha scelto di combattere la criminalità organizzata rinunciando a gran parte della propria libertà personale. Vive sotto scorta da molti anni, non può condurre una vita normale, non può muoversi liberamente come qualsiasi altro cittadino. Ogni gesto quotidiano è condizionato dalla necessità di protezione.

Ed è inevitabile pensare a un paradosso molto forte: a volte sembra quasi che il vero recluso sia lui, non coloro che vuole assicurare alla giustizia. Mentre i criminali hanno scelto di togliere libertà agli altri attraverso violenza e paura, chi combatte per la legalità si ritrova costretto a vivere una vita limitata, fatta di rinunce e continue precauzioni.


Eppure, nonostante tutto, nelle sue parole non c’era odio. C’era invece la determinazione di chi crede ancora nello Stato, nella giustizia e soprattutto nei giovani. Gratteri ha parlato agli studenti con sincerità, invitandoli a non essere indifferenti, a scegliere sempre da che parte stare e a comprendere che la mafia non è qualcosa di lontano o astratto, ma una realtà che si combatte ogni giorno attraverso la cultura, il rispetto delle regole e il coraggio delle proprie scelte.


L’incontro del 17 aprile ha lasciato qualcosa di importante a tutti i presenti. Quel silenzio durato quasi due ore non era semplice attenzione: era il segno di persone che stavano riflettendo davvero. In un’epoca in cui spesso si ascolta poco e ci si distrae facilmente, vedere un’intera sala rimanere concentrata sulle parole di un uomo che ha sacrificato la propria vita privata per difendere la giustizia è stato qualcosa di raro e significativo.

Portare testimonianze come quella di Nicola Gratteri nel contesto di un’ istituzione scolastica è fondamentale, soprattutto in un istituto che porta il nome di figure simbolo della lotta alla criminalità. Perché la legalità non si insegna solo nei libri, ma anche attraverso esempi concreti di uomini che hanno scelto di non abbassare la testa…mai!

 

 

martedì 31 marzo 2026

Il Del Prete Falcone ambasciatore di legalità!

 di Zoe Polimeno e Francesca Albano





Con Legge n. 20 del 2017 il Parlamento ha  approvato  la proposta di legge che istituisce e riconosce il 21 marzo quale “Giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”.


L'iniziativa nasce dal dolore di una mamma che ha perso il figlio nella strage di Capaci e non sente pronunciare mai il suo nome. Un dolore che diventa insopportabile se alla vittima viene negato anche il diritto di essere ricordata con il proprio nome.

Questa giornata è una ricorrenza annuale di sensibilizzazione e mobilitazione in ricordo delle vittime delle mafie in Italia e nel mondo organizzata a partire dal 1996 dalla rete di associazioni antimafia Libera. Ogni anno, in una città diversa, un lungo elenco di nomi scandisce la memoria che si fa impegno quotidiano. Recitare i nomi e i cognomi come un interminabile rosario civile, per farli vivere ancora, per non farli morire mai. Per un abbraccio sincero ai familiari delle vittime innocenti delle mafie, non dimenticando le vittime delle stragi, del terrorismo e il nostro dovere per contrastare ciò che le ha causate.

La data della manifestazione è il primo giorno di primavera, scelto in quanto “simboleggia sia la rinascita sia la vita”, sia l’inizio di un percorso di impegno e di speranza.


Nella mattina del 16 marzo, durante le giornate dello studente e in previsione dell’importante ricorrenza prima descritta, nell’auditorium dell' Istituto “Del Prete Falcone” di Sava si è tenuto un incontro con il rappresentante del progetto sociale XFarm, Giacomo D’Amelio, operante in San Vito dei Normanni, che si occupa del  riutilizzo di terreni confiscati alle mafie, e con Flavia Però dell’ associazione Libera Presidio di Manduria.



Giacomo D’Amelio, di origini bolognesi, ha raccontato che, dopo un lungo periodo trascorso in Africa con un'organizzazione no profit, ha iniziato questa nuova avventura con il progetto XFarm Agricoltura Sostenibile, trasferendosi  a San Vito dei Normanni. Si tratta di un progetto della cooperativa sociale ”Qualcosa di Diverso” che dal 2017 si impegna a rigenerare 50 ettari confiscati alla criminalità con pratiche di agroecologia. L’agricoltura è il cardine del progetto, dando nuova vita a territori, precedentemente posseduti da proprietari mafiosi, che ora vengono trasformati in luoghi di produzione, ma che offrono anche il luogo ideale per molte attività artistiche e sociali in mezzo alla natura.


L’incontro si è poi aperto ad un dibattito attraverso le domande degli studenti che spaziavano dal rischio di lavorare su terreni confiscati alle mafie per paura di ritorsioni, al criterio di assunzione dei giovani lavoratori e ai progetti futuri.

Giacomo, rispondendo alle domande, ha messo in luce il fatto che il pericolo c’è e l’hanno già sperimentato, riportando una vicenda passata in cui il vecchio proprietario dei terreni confiscati e a loro affidati, aveva già provato a sabotare l’impresa, bruciando parte del terreno; il tentativo però fallì per l'immediato intervento degli operai presenti sul luogo. Da quel momento non ci sono più stati episodi criminosi di quel tipo poiché il potere dell’ex proprietario sul territorio si era notevolmente indebolito grazie all’azione della magistratura.


Sono stati chiariti i criteri di assunzione dei lavoratori, il cui 30% deve essere costituito da persone con difficoltà in ambito economico e lavorativo, che ricevono un'adeguata retribuzione. Ai lavoratori retribuiti si affiancano i lavoratori volontari: tutti caratterizzati dalla volontà e perseveranza di far rinascere quei terreni a vita nuova nel segno della legalità e del rispetto delle regole. Giacomo si ritiene anche molto soddisfatto dei risultati della formazione che il progetto ha offerto e offre ai propri lavoratori, fornendo loro delle competenze agricole anche di alto livello.

Riguardo invece il futuro dell’attività si dovrà aspettare, tra qualche anno, la scadenza del contratto di comodato d’uso per sapere se sarà rinnovato e quindi potranno effettivamente espandersi e continuare con il progetto o se il terreno verrà assegnato ad altre cooperative.



Flavia Però, dopo aver richiamato gli impegni principali dell’associazione Libera contro ogni forma di mafia, ha inoltre posto l'attenzione della giovane platea sulla campagna nazionale “Diamo linfa al bene", promossa dall'associazione Libera di Don Luigi Ciotti in occasione dei 30 anni dalla legge 109/96 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati (approvata proprio grazie a un milione di firme raccolte negli anni '90). Lanciata all'inizio del 2026, la campagna mira a raccogliere nuove firme per rafforzare l'attuale legislazione e garantire che i beni confiscati diventino effettivamente uno strumento di diritto sociale. A tal fine  la petizione chiede che il 2% delle somme del Fondo Unico Giustizia (FUG) — costituito dal denaro confiscato alle mafie — venga reinvestito in modo continuativo per sostenere il riutilizzo sociale e la rigenerazione dei territori, andando ad agevolare iniziative proprio come quella di XFarm.  


Le domande rivolte dagli studenti per Flavia Però hanno riguardato i risultati raggiunti in termini di territori confiscati e il coinvolgimento dei giovani nei progetti dell’associazione.

La referente ha ribadito che sempre più territori appartenenti alle mafie sono stati sottratti e questo rappresenta sicuramente un risultato importante; la partecipazione di giovani alle attività di Libera è crescente ma ancora bassa per la scarsa conoscenza di progetti e associazioni sul territorio.

Inoltre durante l’incontro si è sfatato il mito, purtroppo molto comune, che la mafia si trova solamente al Sud; la referente di Libera ha sottolineato invece che una delle regioni con un’attività mafiosa maggiore è la Lombardia.

A conclusione dell'incontro, Giacomo e Flavia hanno voluto rimarcare il fatto che le scuole rappresentano il luogo ideale in cui lanciare messaggi di legalità per formare le giovani generazioni ad una cultura delle regole e del rispetto dell’altro!








venerdì 13 marzo 2026

IL DEL PRETE FALCONE AI CAMPIONATI DELLA CULTURA E DEL TALENTO

 Di Riccardo Lamusta



Sabato 7 marzo 2026 alcuni studenti del nostro istituto “Del Prete Falcone” hanno partecipato alla gara sub regionale dei Campionati della Cultura e del Talento, svoltasi presso la Sala Consiliare del Comune di Melfi (PZ). L’evento rappresentava una semifinale del percorso competitivo, raggiunta dopo la qualificazione alla fase nazionale.

La giornata è iniziata molto presto: la partenza è avvenuta alle ore 4:30 dal piazzale antistante la sede di via Mazzini, con rientro in serata intorno alle 22:30. Nonostante la lunga trasferta, gli studenti hanno affrontato la competizione con entusiasmo e spirito di squadra, pronti a mettersi alla prova in una sfida basata su cultura generale, logica e capacità di collaborazione.


Alla competizione hanno preso parte diverse squadre del nostro istituto, composte sia da studenti del biennio sia del triennio. Per il biennio hanno partecipato i gruppi “Cervelli in affitto”, “Le Giacche” e “I Progetti”; per il triennio invece le squadre “AS spacca”, “A Cartoggi”, “The Victorians”, “Forse acculturati” ed “Eppur si muove!”.

Durante la giornata i partecipanti si sono confrontati con studenti provenienti da altre scuole, affrontando prove che richiedevano non solo preparazione culturale ma anche rapidità di ragionamento, lavoro di squadra e capacità di problem solving. L’esperienza ha rappresentato un’importante occasione di crescita, permettendo ai ragazzi di mettere in gioco le proprie conoscenze in un contesto stimolante e competitivo.

Ad accompagnare gli studenti in questa esperienza sono state le docenti Francesca Sammarco, Laura Caraccio e Serena Ingrosso, che hanno seguito le squadre durante tutta la giornata.

La partecipazione ai Campionati della Cultura e del Talento conferma l’importanza delle attività che valorizzano l’impegno e il merito degli studenti. Eventi come questo offrono infatti l’opportunità di vivere la cultura in modo dinamico, attraverso il confronto, la collaborazione e la sana competizione.

               
     



mercoledì 4 marzo 2026

Lorenzo Di Lauro, un giovane talento poliedrico!

 di Rebecca Pichierri, Riccardo Lamusta e Lorenzo Sirsi

Le classi 1ª A Elettronica ed Elettrotecnica e 2ª A Liceo Scientifico Scienze Applicate hanno incontrato, sabato 28 febbraio, lo scrittore e autore teatrale Lorenzo Di Lauro, ospite dell’Istituto "Del Prete Falcone" di Sava, per una mattinata all’insegna della lettura, della creatività e della passione per la scrittura.

Fin dalle prime parole, Di Lauro ha voluto sottolineare l’importanza di leggere in un’epoca dominata dalla velocità dei social e dei contenuti “istantanei”. «La lettura non è immediata come un reel o un TikTok – ha spiegato – ma è un’attività lenta, metodica, capace di portarci lontano». Citando Umberto Eco, ha ricordato che chi legge non vive una sola vita, ma centinaia, forse migliaia.

Come si diventa scrittori?

Alla domanda che molti studenti si sono posti – come si diventa scrittori? – Di Lauro ha risposto con semplicità: leggendo e coltivando la fantasia. «Non si può scrivere se non si legge», ha ribadito, osservando come oggi spesso ci siano più aspiranti scrittori che lettori. La lettura, invece, è la base di tutto: allena lo sguardo, amplia il vocabolario, sviluppa il pensiero critico.

Il suo percorso è iniziato proprio tra i banchi di scuola, leggendo fumetti e poi passando ai romanzi. Un passaggio non semplice, ma fondamentale. La passione lo ha accompagnato negli anni, insieme ad altre esperienze: lo sport, l’università, l’insegnamento e il teatro.

Dai romanzi al teatro

Durante l’incontro, l’autore ha raccontato la nascita del suo primo romanzo, “Il Gran Burattinaio”, pubblicato quando era ancora studente liceale. Ambientato nell’Inghilterra degli anni Trenta, nasce da un viaggio in Gran Bretagna e dall’interesse per i piccoli centri e i periodi di cambiamento storico.

Il secondo romanzo, “La Pietra Insanguinata”, è invece legato agli anni universitari e racconta un’epoca di trasformazioni negli Stati Uniti, tra petrolio e nuove frontiere economiche. In entrambi i casi, il filo conduttore è la storia, grande passione dell’autore.

Parallelamente alla scrittura, l’autore ha intrapreso anche la strada del teatro. Con lo spettacolo “I Fantasmi di Floyd" ha portato in scena la storia dei Pink Floyd, raccontando non solo la musica ma anche il contesto storico e sociale degli anni Settanta. Brani come Wish You Were Here e Another Brick in the Wall, ha spiegato, parlano ancora oggi ai giovani di amicizia, paure, crescita e ricerca della propria identità.


Creatività e manualità nell’era digitale

Un altro tema centrale è stato il rapporto tra tecnologia e creatività. Pur utilizzando strumenti digitali come tablet e computer, Di Lauro ha invitato gli studenti a non perdere la manualità della scrittura a penna. La dimensione “analogica” può convivere con quella digitale e contribuire allo sviluppo della fantasia, elemento fondamentale in ogni ambito: letterario, artistico, ma anche scientifico e tecnico.

La creatività, infatti, non riguarda solo i libri: può essere alla base di innovazioni nell’ingegneria, nella meccanica, nell’industria. Ma va allenata con costanza, curiosità e ricerca.

Il dialogo con gli studenti

L’incontro è stato arricchito dagli interventi degli studenti, che hanno raccontato le proprie esperienze di scrittura e la passione per il cinema e i cortometraggi. Di Lauro ha incoraggiato tutti a “buttarsi”, a non temere di sbagliare e a non abbandonare un’idea solo perché sembra difficile svilupparla.

«Scrivere non è improvvisazione – ha concluso – è metodo, studio, dedizione. Tutto ciò che pubblicate porta il vostro nome».

Un messaggio chiaro e motivante per le classi 1ª A EEE e 2ª A LSA: leggere di più, coltivare le proprie passioni e credere nella forza della creatività. Perché ogni storia, anche quella che sembra piccola, può diventare un grande viaggio.

 

Incontro con l’autore: memoria, scelte e responsabilità

 La 5ª C IET dialoga tra carcere, sogni e scrittura

Di Rebecca Pichierri


Il  27 febbraio la classe 5ª C Informatica e Telecomunicazioni dell’Istituto “Del Prete Falcone” di Sava ha incontrato lo scrittore Gianfranco Vumo, protagonista di un dialogo intenso fatto di ricordi personali, riflessioni sul passato e consigli per il futuro.

Una partita raccontata in La Luna del castoro

L’autore ha ripercorso un episodio narrato nel suo libro “La Luna del castoro”: una partita di calcio disputata in carcere durante un’iniziativa di solidarietà. Più che l’aspetto sportivo, a colpirlo fu l’incontro con alcuni ragazzi del suo quartiere d’infanzia, finiti sulla strada della criminalità. In un luogo dove la libertà è negata, il calcio diventò un momento di umanità e confronto. «Anche chi ha sbagliato resta una persona», ha sottolineato, invitando gli studenti a non costruire barriere definitive.

Scrivere per dare senso alle esperienze

Vumo ha poi presentato il romanzo “Il vento di Ester”, ispirato a una storia vera. Il libro intreccia una forte tematica sociale – l’inquinamento e le sue conseguenze – con il profondo legame tra madre e figlia. La denuncia si unisce così a una storia d’amore familiare, perché, come ha spiegato l’autore, «imparare ad amare la vita è il vero messaggio».

Dopo una lunga carriera come direttore di banca, Vumo ha riscoperto la passione per la scrittura, sottolineando quanto siano fondamentali impegno e revisione: rileggere, correggere e migliorare è parte essenziale del processo creativo.

Gli anni ’80 e il valore delle scelte

Tra aneddoti divertenti e riflessioni più profonde, l’autore ha ricordato anche la sua adolescenza negli anni ’80: le serate con gli amici, gli scherzi fatti con le cabine telefoniche, un modo di divertirsi semplice e senza social network. Un mondo che ai ragazzi di oggi può sembrare lontanissimo, ma che ha contribuito a formare la sua personalità.

Non sono mancati i racconti sul calcio, grande passione giovanile: a sedici anni fu vicino a intraprendere una carriera professionistica, ma la vita lo portò altrove. «A volte le opportunità passano e non ce ne accorgiamo. Altre volte scegliamo strade diverse che ci regalano comunque soddisfazioni. L’importante è restare curiosi e pronti a cogliere le occasioni».


Un messaggio agli studenti

Tra ricordi degli anni ’80, sogni giovanili legati al calcio e scelte di vita inattese, l’autore ha invitato i ragazzi a restare curiosi e pronti a cogliere le opportunità.

Per la 5ª C IET è stato un incontro significativo, che ha lasciato un messaggio chiaro: ogni esperienza può diventare crescita, se affrontata con consapevolezza e responsabilità.

 


LIBRIAMOCI: Asia Picchieri si racconta

 di Francesca Albano


Nella mattina del 27 Febbraio, nella sede dell'Istituto " Del Prete Falcone" di Via Roma, ha avuto luogo un incontro tra alcune classi di diversi indirizzi con l'autrice Asia Picchieri che ha presentato agli studenti il suo ultimo libro “Please come home for Christmas”.

Il romanzo segue le vicende della protagonista alle prese con l'avvicinarsi dei quarant'anni, il superamento del divorzio dal marito e la necessità di riconnettersi con sé stessa, e le riflessioni che emergono durante il periodo natalizio.

 

L'incontro si è svolto con la lettura di alcuni passi del libro, intervallati dall'intervento dell'autrice che ci ha spiegato l'importanza di far entrare il lettore nella storia sin dall'inizio, e ci ha raccontato alcune sue esperienze personali che l'hanno portata alla creazione della protagonista del romanzo.





In seguito ci ha raccontato il suo percorso di scrittrice, partendo dalle prime bozze scritte al liceo fino ad arrivare alla pubblicazione dei suoi libri; ha ribadito inoltre l'importanza del dialogo con gli studenti a cui cerca di trasmettere la passione per la lettura e per la scrittura.

Ha anche evidenziato l'importanza di realizzare sempre i propri sogni, anche se questi subiscono delle modifiche per adattarsi meglio alla nostra personalità.


LIBRIAMOCI: incontro con Gianfranco Vumo

 di Zoe Polimeno

Nella giornata del 26 Febbraio, nella sede dell'Istituto "Del Prete Falcone" di Via Roma, si è tenuto un incontro tra alcune classi di diversi indirizzi con Gianfranco Vumo, autore dei libri “La luna del castoro” e “Il vento di Ester”, datosi alla scrittura dopo il suo pensionamento.

Il primo dei due , terzo classificato alla XVII edizione del Premio letterario Nazionale Città di Taranto 2023, viene definito dall'autore come un primo “esperimento” per affacciarsi alla scrittura, proponendo un racconto sulla sua vita, in particolare infanzia e giovinezza trascorse a Taranto. Le pagine si trasformano in uno specchio in cui egli può rivede le proprie esperienze e trarne degli insegnamenti da trasmettere. 

É Taranto anche il luogo dove si ambienta la storia di Ester, protagonista del suo secondo libro. La giovane ragazza si ritrova a vivere una malattia che la sorprende all'età di 14 anni, aggravata dall'inquinamento del territorio in cui vive, intrecciata con un forte legame di affetto profondo con la madre, la quale sta vivendo le difficoltà della situazione insieme alla figlia. 

Durante l'incontro sono stati letti alcuni passaggi di entrambi i libri, facendo nascere discorsi e confrontando il mondo non così lontano, ma estremamente diverso da quello di oggi, degli anni 70 e 80. 
A trascendere però il passaggio degli anni sono i valori che anche l'autore vuole trasmettere, cioè l'amore e in particolare l'amore per la vita, che incoraggia i giovani a cercare e tenere con sè.

domenica 8 febbraio 2026

La Costituzione siamo noi

Il messaggio di Gherardo Colombo agli studenti del Del Prete Falcone

di Lamusta Riccardo e Marseglia Francesco  

L’incontro con Gherardo Colombo di giovedì 5 febbraio ha rappresentato un momento di riflessione critica sulla Costituzione Italiana, non come testo immobile, ma come strumento vivo da interrogare alla luce della realtà quotidiana. 
Alla presenza del Sindaco di Sava Gaetano Pichierri, dell’Assessore delegata alle Politiche sociali  Roberta Friolo, del prof. Roberto Bascià, moderatore dell’incontro,  e della Dirigente Scolastica Pierangela Scialpi, l’attenzione si è concentrata subito sul dialogo diretto con gli studenti, veri protagonisti della giornata, che hanno avuto il piacere di dialogare con il giurista sul valore e l’attualità della Legge fondamentale dello Stato italiano.
Il Magistrato, noto per aver condotto inchieste importanti sul crimine organizzato, la corruzione e Mani Pulite , ha invitato i ragazzi a distinguere innanzitutto tra la Costituzione di diritto, che coincide con il testo formale del 1948, e fa leva su dignità, uguaglianza e orizzontalità e la Costituzione di fatto, cioè il modo in cui quei valori vengono applicati nella società e che spesso smentisce i principi costituzionali. Nella quotidianità, infatti, le gerarchie, i privilegi e l’indifferenza sconfessano i principi costituzionali, abilitando una sorta di Anticostituzione che finisce per  prevalere in alcuni contesti, segnata dal disinteresse per il bene comune. 
Attraverso esempi concreti, ha mostrato come illegalità, corruzione e piccole scorrettezze quotidiane possano, infatti, minare i principi costituzionali, sottolineando che la Carta Costituzionale fallisce solo se i cittadini smettono di praticarla e di considerarla un organismo vivente perché è la nostra prima legge, alla quale devono adeguarsi tutte le altre ed è fondata sul riconoscimento universale della pari dignità della persona, senza alcuna distinzione, che è imprescindibile in una società che vuol dirsi civile, che rispetta cioè i diritti fondamentali del cittadino. 
Il confronto con gli studenti, trasformato in un dialogo aperto e stimolante,  ha toccato temi fondamentali: dai principi di dignità, uguaglianza e responsabilità,  alla libertà di espressione, dal valore della disciplina alla separazione dei poteri, dal senso di fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni fino  all’uso consapevole dell'intelligenza artificiale.
Colombo ha mostrato come i principi costituzionali si traducono in responsabilità concreta: i valori restano parole vuote se non diventano comportamenti responsabili, senso critico, cittadinanza attiva e collaborazione. Ha evidenziato l’importanza di una giustizia orientata al recupero; ha sottolineato il valore della trasparenza nelle istituzioni e di una società vigile che difenda equità e legalità, anche di fronte a nuove sfide tecnologiche. Ha raccontato, inoltre, il lavoro del magistrato come esperienza di squadra, in cui la lucidità e il confronto con colleghi e istituzioni sono fondamentali per affrontare corruzione, illegalità e pressioni quotidiane.
Più che dare risposte definitive, il giurista ha invitato i ragazzi a coltivare dubbi, senso critico e consapevolezza civica: la Costituzione non si celebra passivamente, ma si vive ogni giorno. Il messaggio finale è chiaro e diretto : i principi costituzionali esistono solo nella pratica quotidiana dei cittadini, e la responsabilità delle nuove generazioni è trasformare quei valori scritti in scelte concrete e comportamenti coerenti nella società, ogni giorno. Perché la Costituzione siamo noi!

Del Prete Falcone: la maturità oltre il voto, storie e progetti dei neodiplomati.

  Di Giuseppe Frascella, Francesca Albano e Ginevra Ferretti. Sui tabelloni scolastici sono rimasti solo numeri, ma la Maturità è molto più ...