Pubblicazione nata nel 2025 con il progetto POC "Curiamo le nostre scelte"-

Pubblicazione nata nel 2025 con il progetto POC "Curiamo le nostre scelte" ESPERTO: Prof. Lorenzo RUGGIERO TUTOR: Prof. Alessandro DISTRATIS

martedì 31 marzo 2026

Il Del Prete Falcone ambasciatore di legalità!

 di Zoe Polimeno e Francesca Albano





Con Legge n. 20 del 2017 il Parlamento ha  approvato  la proposta di legge che istituisce e riconosce il 21 marzo quale “Giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”.


L'iniziativa nasce dal dolore di una mamma che ha perso il figlio nella strage di Capaci e non sente pronunciare mai il suo nome. Un dolore che diventa insopportabile se alla vittima viene negato anche il diritto di essere ricordata con il proprio nome.

Questa giornata è una ricorrenza annuale di sensibilizzazione e mobilitazione in ricordo delle vittime delle mafie in Italia e nel mondo organizzata a partire dal 1996 dalla rete di associazioni antimafia Libera. Ogni anno, in una città diversa, un lungo elenco di nomi scandisce la memoria che si fa impegno quotidiano. Recitare i nomi e i cognomi come un interminabile rosario civile, per farli vivere ancora, per non farli morire mai. Per un abbraccio sincero ai familiari delle vittime innocenti delle mafie, non dimenticando le vittime delle stragi, del terrorismo e il nostro dovere per contrastare ciò che le ha causate.

La data della manifestazione è il primo giorno di primavera, scelto in quanto “simboleggia sia la rinascita sia la vita”, sia l’inizio di un percorso di impegno e di speranza.


Nella mattina del 16 marzo, durante le giornate dello studente e in previsione dell’importante ricorrenza prima descritta, nell’auditorium dell' Istituto “Del Prete Falcone” di Sava si è tenuto un incontro con il rappresentante del progetto sociale XFarm, Giacomo D’Amelio, operante in San Vito dei Normanni, che si occupa del  riutilizzo di terreni confiscati alle mafie, e con Flavia Però dell’ associazione Libera Presidio di Manduria.



Giacomo D’Amelio, di origini bolognesi, ha raccontato che, dopo un lungo periodo trascorso in Africa con un'organizzazione no profit, ha iniziato questa nuova avventura con il progetto XFarm Agricoltura Sostenibile, trasferendosi  a San Vito dei Normanni. Si tratta di un progetto della cooperativa sociale ”Qualcosa di Diverso” che dal 2017 si impegna a rigenerare 50 ettari confiscati alla criminalità con pratiche di agroecologia. L’agricoltura è il cardine del progetto, dando nuova vita a territori, precedentemente posseduti da proprietari mafiosi, che ora vengono trasformati in luoghi di produzione, ma che offrono anche il luogo ideale per molte attività artistiche e sociali in mezzo alla natura.


L’incontro si è poi aperto ad un dibattito attraverso le domande degli studenti che spaziavano dal rischio di lavorare su terreni confiscati alle mafie per paura di ritorsioni, al criterio di assunzione dei giovani lavoratori e ai progetti futuri.

Giacomo, rispondendo alle domande, ha messo in luce il fatto che il pericolo c’è e l’hanno già sperimentato, riportando una vicenda passata in cui il vecchio proprietario dei terreni confiscati e a loro affidati, aveva già provato a sabotare l’impresa, bruciando parte del terreno; il tentativo però fallì per l'immediato intervento degli operai presenti sul luogo. Da quel momento non ci sono più stati episodi criminosi di quel tipo poiché il potere dell’ex proprietario sul territorio si era notevolmente indebolito grazie all’azione della magistratura.


Sono stati chiariti i criteri di assunzione dei lavoratori, il cui 30% deve essere costituito da persone con difficoltà in ambito economico e lavorativo, che ricevono un'adeguata retribuzione. Ai lavoratori retribuiti si affiancano i lavoratori volontari: tutti caratterizzati dalla volontà e perseveranza di far rinascere quei terreni a vita nuova nel segno della legalità e del rispetto delle regole. Giacomo si ritiene anche molto soddisfatto dei risultati della formazione che il progetto ha offerto e offre ai propri lavoratori, fornendo loro delle competenze agricole anche di alto livello.

Riguardo invece il futuro dell’attività si dovrà aspettare, tra qualche anno, la scadenza del contratto di comodato d’uso per sapere se sarà rinnovato e quindi potranno effettivamente espandersi e continuare con il progetto o se il terreno verrà assegnato ad altre cooperative.



Flavia Però, dopo aver richiamato gli impegni principali dell’associazione Libera contro ogni forma di mafia, ha inoltre posto l'attenzione della giovane platea sulla campagna nazionale “Diamo linfa al bene", promossa dall'associazione Libera di Don Luigi Ciotti in occasione dei 30 anni dalla legge 109/96 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati (approvata proprio grazie a un milione di firme raccolte negli anni '90). Lanciata all'inizio del 2026, la campagna mira a raccogliere nuove firme per rafforzare l'attuale legislazione e garantire che i beni confiscati diventino effettivamente uno strumento di diritto sociale. A tal fine  la petizione chiede che il 2% delle somme del Fondo Unico Giustizia (FUG) — costituito dal denaro confiscato alle mafie — venga reinvestito in modo continuativo per sostenere il riutilizzo sociale e la rigenerazione dei territori, andando ad agevolare iniziative proprio come quella di XFarm.  


Le domande rivolte dagli studenti per Flavia Però hanno riguardato i risultati raggiunti in termini di territori confiscati e il coinvolgimento dei giovani nei progetti dell’associazione.

La referente ha ribadito che sempre più territori appartenenti alle mafie sono stati sottratti e questo rappresenta sicuramente un risultato importante; la partecipazione di giovani alle attività di Libera è crescente ma ancora bassa per la scarsa conoscenza di progetti e associazioni sul territorio.

Inoltre durante l’incontro si è sfatato il mito, purtroppo molto comune, che la mafia si trova solamente al Sud; la referente di Libera ha sottolineato invece che una delle regioni con un’attività mafiosa maggiore è la Lombardia.

A conclusione dell'incontro, Giacomo e Flavia hanno voluto rimarcare il fatto che le scuole rappresentano il luogo ideale in cui lanciare messaggi di legalità per formare le giovani generazioni ad una cultura delle regole e del rispetto dell’altro!








venerdì 13 marzo 2026

IL DEL PRETE FALCONE AI CAMPIONATI DELLA CULTURA E DEL TALENTO

 Di Riccardo Lamusta



Sabato 7 marzo 2026 alcuni studenti del nostro istituto “Del Prete Falcone” hanno partecipato alla gara sub regionale dei Campionati della Cultura e del Talento, svoltasi presso la Sala Consiliare del Comune di Melfi (PZ). L’evento rappresentava una semifinale del percorso competitivo, raggiunta dopo la qualificazione alla fase nazionale.

La giornata è iniziata molto presto: la partenza è avvenuta alle ore 4:30 dal piazzale antistante la sede di via Mazzini, con rientro in serata intorno alle 22:30. Nonostante la lunga trasferta, gli studenti hanno affrontato la competizione con entusiasmo e spirito di squadra, pronti a mettersi alla prova in una sfida basata su cultura generale, logica e capacità di collaborazione.


Alla competizione hanno preso parte diverse squadre del nostro istituto, composte sia da studenti del biennio sia del triennio. Per il biennio hanno partecipato i gruppi “Cervelli in affitto”, “Le Giacche” e “I Progetti”; per il triennio invece le squadre “AS spacca”, “A Cartoggi”, “The Victorians”, “Forse acculturati” ed “Eppur si muove!”.

Durante la giornata i partecipanti si sono confrontati con studenti provenienti da altre scuole, affrontando prove che richiedevano non solo preparazione culturale ma anche rapidità di ragionamento, lavoro di squadra e capacità di problem solving. L’esperienza ha rappresentato un’importante occasione di crescita, permettendo ai ragazzi di mettere in gioco le proprie conoscenze in un contesto stimolante e competitivo.

Ad accompagnare gli studenti in questa esperienza sono state le docenti Francesca Sammarco, Laura Caraccio e Serena Ingrosso, che hanno seguito le squadre durante tutta la giornata.

La partecipazione ai Campionati della Cultura e del Talento conferma l’importanza delle attività che valorizzano l’impegno e il merito degli studenti. Eventi come questo offrono infatti l’opportunità di vivere la cultura in modo dinamico, attraverso il confronto, la collaborazione e la sana competizione.

               
     



mercoledì 4 marzo 2026

Lorenzo Di Lauro, un giovane talento poliedrico!

 di Rebecca Pichierri, Riccardo Lamusta e Lorenzo Sirsi

Le classi 1ª A Elettronica ed Elettrotecnica e 2ª A Liceo Scientifico Scienze Applicate hanno incontrato, sabato 28 febbraio, lo scrittore e autore teatrale Lorenzo Di Lauro, ospite dell’Istituto "Del Prete Falcone" di Sava, per una mattinata all’insegna della lettura, della creatività e della passione per la scrittura.

Fin dalle prime parole, Di Lauro ha voluto sottolineare l’importanza di leggere in un’epoca dominata dalla velocità dei social e dei contenuti “istantanei”. «La lettura non è immediata come un reel o un TikTok – ha spiegato – ma è un’attività lenta, metodica, capace di portarci lontano». Citando Umberto Eco, ha ricordato che chi legge non vive una sola vita, ma centinaia, forse migliaia.

Come si diventa scrittori?

Alla domanda che molti studenti si sono posti – come si diventa scrittori? – Di Lauro ha risposto con semplicità: leggendo e coltivando la fantasia. «Non si può scrivere se non si legge», ha ribadito, osservando come oggi spesso ci siano più aspiranti scrittori che lettori. La lettura, invece, è la base di tutto: allena lo sguardo, amplia il vocabolario, sviluppa il pensiero critico.

Il suo percorso è iniziato proprio tra i banchi di scuola, leggendo fumetti e poi passando ai romanzi. Un passaggio non semplice, ma fondamentale. La passione lo ha accompagnato negli anni, insieme ad altre esperienze: lo sport, l’università, l’insegnamento e il teatro.

Dai romanzi al teatro

Durante l’incontro, l’autore ha raccontato la nascita del suo primo romanzo, “Il Gran Burattinaio”, pubblicato quando era ancora studente liceale. Ambientato nell’Inghilterra degli anni Trenta, nasce da un viaggio in Gran Bretagna e dall’interesse per i piccoli centri e i periodi di cambiamento storico.

Il secondo romanzo, “La Pietra Insanguinata”, è invece legato agli anni universitari e racconta un’epoca di trasformazioni negli Stati Uniti, tra petrolio e nuove frontiere economiche. In entrambi i casi, il filo conduttore è la storia, grande passione dell’autore.

Parallelamente alla scrittura, l’autore ha intrapreso anche la strada del teatro. Con lo spettacolo “I Fantasmi di Floyd" ha portato in scena la storia dei Pink Floyd, raccontando non solo la musica ma anche il contesto storico e sociale degli anni Settanta. Brani come Wish You Were Here e Another Brick in the Wall, ha spiegato, parlano ancora oggi ai giovani di amicizia, paure, crescita e ricerca della propria identità.


Creatività e manualità nell’era digitale

Un altro tema centrale è stato il rapporto tra tecnologia e creatività. Pur utilizzando strumenti digitali come tablet e computer, Di Lauro ha invitato gli studenti a non perdere la manualità della scrittura a penna. La dimensione “analogica” può convivere con quella digitale e contribuire allo sviluppo della fantasia, elemento fondamentale in ogni ambito: letterario, artistico, ma anche scientifico e tecnico.

La creatività, infatti, non riguarda solo i libri: può essere alla base di innovazioni nell’ingegneria, nella meccanica, nell’industria. Ma va allenata con costanza, curiosità e ricerca.

Il dialogo con gli studenti

L’incontro è stato arricchito dagli interventi degli studenti, che hanno raccontato le proprie esperienze di scrittura e la passione per il cinema e i cortometraggi. Di Lauro ha incoraggiato tutti a “buttarsi”, a non temere di sbagliare e a non abbandonare un’idea solo perché sembra difficile svilupparla.

«Scrivere non è improvvisazione – ha concluso – è metodo, studio, dedizione. Tutto ciò che pubblicate porta il vostro nome».

Un messaggio chiaro e motivante per le classi 1ª A EEE e 2ª A LSA: leggere di più, coltivare le proprie passioni e credere nella forza della creatività. Perché ogni storia, anche quella che sembra piccola, può diventare un grande viaggio.

 

Incontro con l’autore: memoria, scelte e responsabilità

 La 5ª C IET dialoga tra carcere, sogni e scrittura

Di Rebecca Pichierri


Il  27 febbraio la classe 5ª C Informatica e Telecomunicazioni dell’Istituto “Del Prete Falcone” di Sava ha incontrato lo scrittore Gianfranco Vumo, protagonista di un dialogo intenso fatto di ricordi personali, riflessioni sul passato e consigli per il futuro.

Una partita raccontata in La Luna del castoro

L’autore ha ripercorso un episodio narrato nel suo libro “La Luna del castoro”: una partita di calcio disputata in carcere durante un’iniziativa di solidarietà. Più che l’aspetto sportivo, a colpirlo fu l’incontro con alcuni ragazzi del suo quartiere d’infanzia, finiti sulla strada della criminalità. In un luogo dove la libertà è negata, il calcio diventò un momento di umanità e confronto. «Anche chi ha sbagliato resta una persona», ha sottolineato, invitando gli studenti a non costruire barriere definitive.

Scrivere per dare senso alle esperienze

Vumo ha poi presentato il romanzo “Il vento di Ester”, ispirato a una storia vera. Il libro intreccia una forte tematica sociale – l’inquinamento e le sue conseguenze – con il profondo legame tra madre e figlia. La denuncia si unisce così a una storia d’amore familiare, perché, come ha spiegato l’autore, «imparare ad amare la vita è il vero messaggio».

Dopo una lunga carriera come direttore di banca, Vumo ha riscoperto la passione per la scrittura, sottolineando quanto siano fondamentali impegno e revisione: rileggere, correggere e migliorare è parte essenziale del processo creativo.

Gli anni ’80 e il valore delle scelte

Tra aneddoti divertenti e riflessioni più profonde, l’autore ha ricordato anche la sua adolescenza negli anni ’80: le serate con gli amici, gli scherzi fatti con le cabine telefoniche, un modo di divertirsi semplice e senza social network. Un mondo che ai ragazzi di oggi può sembrare lontanissimo, ma che ha contribuito a formare la sua personalità.

Non sono mancati i racconti sul calcio, grande passione giovanile: a sedici anni fu vicino a intraprendere una carriera professionistica, ma la vita lo portò altrove. «A volte le opportunità passano e non ce ne accorgiamo. Altre volte scegliamo strade diverse che ci regalano comunque soddisfazioni. L’importante è restare curiosi e pronti a cogliere le occasioni».


Un messaggio agli studenti

Tra ricordi degli anni ’80, sogni giovanili legati al calcio e scelte di vita inattese, l’autore ha invitato i ragazzi a restare curiosi e pronti a cogliere le opportunità.

Per la 5ª C IET è stato un incontro significativo, che ha lasciato un messaggio chiaro: ogni esperienza può diventare crescita, se affrontata con consapevolezza e responsabilità.

 


LIBRIAMOCI: Asia Picchieri si racconta

 di Francesca Albano


Nella mattina del 27 Febbraio, nella sede dell'Istituto " Del Prete Falcone" di Via Roma, ha avuto luogo un incontro tra alcune classi di diversi indirizzi con l'autrice Asia Picchieri che ha presentato agli studenti il suo ultimo libro “Please come home for Christmas”.

Il romanzo segue le vicende della protagonista alle prese con l'avvicinarsi dei quarant'anni, il superamento del divorzio dal marito e la necessità di riconnettersi con sé stessa, e le riflessioni che emergono durante il periodo natalizio.

 

L'incontro si è svolto con la lettura di alcuni passi del libro, intervallati dall'intervento dell'autrice che ci ha spiegato l'importanza di far entrare il lettore nella storia sin dall'inizio, e ci ha raccontato alcune sue esperienze personali che l'hanno portata alla creazione della protagonista del romanzo.





In seguito ci ha raccontato il suo percorso di scrittrice, partendo dalle prime bozze scritte al liceo fino ad arrivare alla pubblicazione dei suoi libri; ha ribadito inoltre l'importanza del dialogo con gli studenti a cui cerca di trasmettere la passione per la lettura e per la scrittura.

Ha anche evidenziato l'importanza di realizzare sempre i propri sogni, anche se questi subiscono delle modifiche per adattarsi meglio alla nostra personalità.


LIBRIAMOCI: incontro con Gianfranco Vumo

 di Zoe Polimeno

Nella giornata del 26 Febbraio, nella sede dell'Istituto "Del Prete Falcone" di Via Roma, si è tenuto un incontro tra alcune classi di diversi indirizzi con Gianfranco Vumo, autore dei libri “La luna del castoro” e “Il vento di Ester”, datosi alla scrittura dopo il suo pensionamento.

Il primo dei due , terzo classificato alla XVII edizione del Premio letterario Nazionale Città di Taranto 2023, viene definito dall'autore come un primo “esperimento” per affacciarsi alla scrittura, proponendo un racconto sulla sua vita, in particolare infanzia e giovinezza trascorse a Taranto. Le pagine si trasformano in uno specchio in cui egli può rivede le proprie esperienze e trarne degli insegnamenti da trasmettere. 

É Taranto anche il luogo dove si ambienta la storia di Ester, protagonista del suo secondo libro. La giovane ragazza si ritrova a vivere una malattia che la sorprende all'età di 14 anni, aggravata dall'inquinamento del territorio in cui vive, intrecciata con un forte legame di affetto profondo con la madre, la quale sta vivendo le difficoltà della situazione insieme alla figlia. 

Durante l'incontro sono stati letti alcuni passaggi di entrambi i libri, facendo nascere discorsi e confrontando il mondo non così lontano, ma estremamente diverso da quello di oggi, degli anni 70 e 80. 
A trascendere però il passaggio degli anni sono i valori che anche l'autore vuole trasmettere, cioè l'amore e in particolare l'amore per la vita, che incoraggia i giovani a cercare e tenere con sè.

Il Del Prete Falcone ambasciatore di legalità!

  di Zoe Polimeno e Francesca Albano Con Legge n. 20 del 2017 il Parlamento ha  approvato  la proposta di legge che istituisce e riconosce i...