di Rebecca Pichierri, Riccardo Lamusta e Lorenzo Sirsi
Le classi 1ª A Elettronica ed Elettrotecnica e 2ª A Liceo Scientifico Scienze Applicate hanno incontrato, sabato 28 febbraio, lo scrittore e autore teatrale Lorenzo Di Lauro, ospite dell’Istituto "Del Prete Falcone" di Sava, per una mattinata all’insegna della lettura, della creatività e della passione per la scrittura.
Fin dalle prime parole, Di Lauro ha voluto sottolineare l’importanza di leggere in un’epoca dominata dalla velocità dei social e dei contenuti “istantanei”. «La lettura non è immediata come un reel o un TikTok – ha spiegato – ma è un’attività lenta, metodica, capace di portarci lontano». Citando Umberto Eco, ha ricordato che chi legge non vive una sola vita, ma centinaia, forse migliaia.
Come si diventa scrittori?
Alla domanda che molti studenti si sono posti – come si diventa scrittori? – Di Lauro ha risposto con semplicità: leggendo e coltivando la fantasia. «Non si può scrivere se non si legge», ha ribadito, osservando come oggi spesso ci siano più aspiranti scrittori che lettori. La lettura, invece, è la base di tutto: allena lo sguardo, amplia il vocabolario, sviluppa il pensiero critico.
Il suo percorso è iniziato proprio tra i banchi di scuola, leggendo fumetti e poi passando ai romanzi. Un passaggio non semplice, ma fondamentale. La passione lo ha accompagnato negli anni, insieme ad altre esperienze: lo sport, l’università, l’insegnamento e il teatro.
Dai romanzi al teatro
Durante l’incontro, l’autore ha raccontato la nascita del suo primo romanzo, “Il Gran Burattinaio”, pubblicato quando era ancora studente liceale. Ambientato nell’Inghilterra degli anni Trenta, nasce da un viaggio in Gran Bretagna e dall’interesse per i piccoli centri e i periodi di cambiamento storico.
Il secondo romanzo, “La Pietra Insanguinata”, è invece legato agli anni universitari e racconta un’epoca di trasformazioni negli Stati Uniti, tra petrolio e nuove frontiere economiche. In entrambi i casi, il filo conduttore è la storia, grande passione dell’autore.
Parallelamente alla scrittura, l’autore ha intrapreso anche la strada del teatro. Con lo spettacolo “I Fantasmi di Floyd" ha portato in scena la storia dei Pink Floyd, raccontando non solo la musica ma anche il contesto storico e sociale degli anni Settanta. Brani come Wish You Were Here e Another Brick in the Wall, ha spiegato, parlano ancora oggi ai giovani di amicizia, paure, crescita e ricerca della propria identità.
Creatività e manualità nell’era digitale
Un altro tema centrale è stato il rapporto tra tecnologia e creatività. Pur utilizzando strumenti digitali come tablet e computer, Di Lauro ha invitato gli studenti a non perdere la manualità della scrittura a penna. La dimensione “analogica” può convivere con quella digitale e contribuire allo sviluppo della fantasia, elemento fondamentale in ogni ambito: letterario, artistico, ma anche scientifico e tecnico.
La creatività, infatti, non riguarda solo i libri: può essere alla base di innovazioni nell’ingegneria, nella meccanica, nell’industria. Ma va allenata con costanza, curiosità e ricerca.
Il dialogo con gli studenti
L’incontro è stato arricchito dagli interventi degli studenti, che hanno raccontato le proprie esperienze di scrittura e la passione per il cinema e i cortometraggi. Di Lauro ha incoraggiato tutti a “buttarsi”, a non temere di sbagliare e a non abbandonare un’idea solo perché sembra difficile svilupparla.
«Scrivere non è improvvisazione – ha concluso – è metodo, studio, dedizione. Tutto ciò che pubblicate porta il vostro nome».
Un messaggio chiaro e motivante per le classi 1ª A EEE e 2ª A LSA: leggere di più, coltivare le proprie passioni e credere nella forza della creatività. Perché ogni storia, anche quella che sembra piccola, può diventare un grande viaggio.
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