Pubblicazione nata nel 2025 con il progetto POC "Curiamo le nostre scelte"-

Pubblicazione nata nel 2025 con il progetto POC "Curiamo le nostre scelte" ESPERTO: Prof. Lorenzo RUGGIERO TUTOR: Prof. Alessandro DISTRATIS

domenica 14 dicembre 2025

Un giorno con Formare Puglia A.P.S.: gli studenti del Del Prete–Falcone incontrano le voci del territorio

di Arianna Leo, Giuseppe Milizia


Il 28 novembre, una rappresentanza di studenti dell’Istituto Del Prete–Falcone di Sava — in particolare i partecipanti ai moduli di orientamento Comunicare, collaborare e crescere (Modulo 1) e Orientamento Sociale (Modulo 2) — ha preso parte a un’importante iniziativa finanziata dalla scuola. La giornata ha previsto una visita presso la sede tarantina di Formare Puglia A.P.S., in via Diego Peluso, a Taranto.
L’esperienza, inserita in un progetto dedicato alla parità di genere e alla cultura dell’inclusione, ha offerto agli studenti l’opportunità di partecipare a workshop, tavole rotonde e momenti di confronto diretto. Non solo spettatori, i ragazzi hanno potuto intervistare i protagonisti del programma, esplorando più da vicino obiettivi, valori e percorsi personali delle realtà coinvolte.

“Credere nella parità per costruirla”: intervista a Fabio
La prima intervista degli studenti ha avuto come protagonista Fabio, psicologo e progettista dell’associazione ospitante.
Alla domanda su come fosse nato il progetto, Fabio ha spiegato che l’iniziativa trae origine dall’avviso regionale “Futura Puglia per la Parità”, volto a promuovere attività sociali e culturali sul tema:
“Ho proposto di partecipare perché credo nella parità di genere. Non è una realtà già data: bisogna crearla, e per crearla dobbiamo crederci.”
Gli studenti gli hanno chiesto se, in una società che discute spesso di questi temi, non manchino più le azioni che le parole. Fabio è stato netto:
“I concetti ci sono, ma non sono interiorizzati. A scuola c’è un ambiente protetto, ma fuori tutto è più complesso. Finché certe idee non diventano norma dentro ognuno di noi, non si produrrà un vero cambiamento.”
Il discorso si è poi spostato sul ruolo dei media, spesso più attratti da notizie sensazionalistiche che da buone pratiche educative:
“Le buone notizie non fanno scalpore. Se oggi fossi stato investito per strada sarfebbero arrivati tutti i giornalisti… ma per un progetto positivo non si muove nessuno.”
Infine, gli studenti gli hanno chiesto se questo incontro potrebbe ripetersi a scuola. La risposta è stata incoraggiante:
“Ho progettato questa giornata perché fosse replicabile infinite volte. Se ci invitate, torniamo volentieri.”
Fabio ha anche riflettuto sulle disuguaglianze di genere nei settori di studio e nelle professioni, raccontando la sua esperienza personale tra informatica (quasi tutta maschile) e psicologia (quasi tutta femminile), mostrando come la parità inizi già dalle scelte formative.

Citte Citte: il teatro come voce e risonanza
Un altro momento significativo è stato l’incontro con Sophia Giacoia e Irene Dalò, fondatrici dell’associazione teatrale Citte Citte, attiva anche nelle carceri. 
Le due operatrici hanno condiviso con gli studenti le sensazioni provate nel lavorare con un gruppo così giovane:
“In due ore siete riusciti ad aprirvi e a creare un piccolo gruppo. Io ho tanta fiducia nei giovani: state tra voi e tra le vostre emozioni in modo autentico”, ha raccontato Sophia.
Irene ha aggiunto che, pur lavorando abitualmente con adulte tra i 24 e i 70 anni, la differenza generazionale non è stata un ostacolo, ma una ricchezza.
Gli studenti hanno chiesto anche l’origine del nome “Citte Citte”. Le due fondatrici hanno sorriso ricordando l’episodio:
“Il nome è nato da un brainstorming in macchina in una giornata tra amiche e volevamo cercare una parola in tarantino che richiamasse il territorio, ma che potesse in qualche modo anche interfacciarsi con il contesto carcere, dove è tutto molto limitato… Cioè oltre dalle mura, anche nelle parole.”
L’intervista si è conclusa con una domanda più personale sui percorsi che le hanno portate a lavorare in carcere.
Ogni membro dell’associazione arriva da esperienze diverse: teatro, comunicazione, servizio sociale, diritto. Ma è stato il teatro, affermano, a unire tutte:
“Il carcere è una grande cassa di risonanza. Le persone sembrano corazzate, ma sono fragili. Il teatro permette di far evadere, non fisicamente… ma emotivamente.”

Babele: accoglienza, cultura e resilienza
Tra gli ospiti della giornata c’era anche Rosetta, operatrice dell’associazione Babele, da oltre vent’anni attiva nell’accoglienza dei migranti.
Durante il workshop “Donne Migranti, Culture e Resilienza”, Rosetta ha illustrato la storia dell’associazione:
“Siamo nati nel 2003. Dal 2004 lavoriamo nell’accoglienza: prima donne e bambini, poi minori non accompagnati e famiglie. Siamo presenti a Grottaglie, Carosino e San Marzano.”
Interrogate sull’esperienza della giornata di oggi con il gruppo di adolescenti del Del Prete-Falcone, Rosetta ha sorriso:
“Lavoro ogni giorno con ragazzi tra i 14 e i 20 anni. L’adolescenza è uguale ovunque: c’è voglia di imparare e voglia di opporsi. Con voi è stato bello perché avete condiviso, ascoltato e partecipato.”
Si è parlato anche di convivenza, conflitti culturali e dialogo:
“Il conflitto non è una guerra, ma una possibilità per conoscersi di più. Non bisogna averne paura.”
In conclusione, Rosetta ha affermato con entusiasmo la volontà di proseguire la collaborazione:
“A questo punto, saremo noi a chiedere alla scuola Del Prete di venirvi a trovare. Vorremmo incontrarvi in un’assemblea generale per raccontarvi meglio il nostro lavoro.”

Una giornata che lascia il segno
La visita alla sede di Formare Puglia A.P.S. non è stata soltanto un’attività didattica: è stata un’occasione per riflettere su temi fondamentali come parità, inclusione, relazione, percezione dell’altro.
Le voci ascoltate – tra teatro, psicologia e accoglienza – hanno mostrato come il cambiamento sociale non passi solo attraverso leggi o progetti, ma soprattutto attraverso le persone, le loro storie e la volontà di dialogare.
Gli studenti del Del Prete–Falcone tornano a scuola con nuove domande, nuove prospettive e l’idea che la parità di genere e la cultura dell’inclusione non siano parole astratte, ma un percorso che si costruisce insieme, giorno dopo giorno.

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