Pubblicazione nata nel 2025 con il progetto POC "Curiamo le nostre scelte"-

Pubblicazione nata nel 2025 con il progetto POC "Curiamo le nostre scelte" ESPERTO: Prof. Lorenzo RUGGIERO TUTOR: Prof. Alessandro DISTRATIS

domenica 14 dicembre 2025

“In controluce”: gli studenti incontrano le storie invisibili dell’accoglienza

di Rebecca Pichierri, Riccardo Lamusta, Lorenzo Sirsi




Un pullman, partito dall’istituto alle 13.45, ha condotto gli studenti dei moduli POC “Curiamo le nostre scelte: comunicare, collaborare e crescere” e “Orientamento sociale” presso la sede dell’Ente Formare Puglia APS, in via Diego Peluso, a Taranto. Ad accompagnarli i docenti esperti, prof. Lorenzo Ruggiero e prof.ssa Maria Antonella Bellanova, insieme ai tutor Alessandro Distratis e Francesca Libardi.
Un pomeriggio intenso, articolato in due momenti: alle 14.30 i workshop, seguito alle 18 dal monologo teatrale “Sguardi”. Due attività diverse, unite da un obiettivo comune: guardare “in controluce” la realtà dell’accoglienza, fatta di persone spesso invisibili.

Dentro il sistema SAI: la voce degli operatori

Nel corso del workshop, gli operatori dell’Ente hanno raccontato agli studenti come funziona realmente il Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI), un servizio pubblico – finanziato dal Ministero dell’Interno – che fornisce supporto a famiglie e singoli migranti richiedenti protezione internazionale.

Un operatore legale ha spiegato come l’accoglienza non sia “un semplice alloggio”, ma un percorso complesso: case, bollette, contributi per i pasti, corsi di lingua italiana, assistenza psicologica, supporto nella ricerca del lavoro e nella preparazione della documentazione legale.
“Il nostro compito è fare da ponte”, ha raccontato. “Aiutiamo le famiglie a diventare autonome, a imparare l’italiano, trovare una casa, inserirsi nella scuola e costruire una nuova quotidianità”.

Tra accoglienza ordinaria e accoglienza emergenziale

Gli operatori hanno spiegato con chiarezza il sistema SAI, rigorosamente controllato, tracciato e rendicontato.
Nei SAI ogni spesa è verificata dal Ministero e non esiste profitto, hanno ribadito. “Tutto è tracciato e ciò che non si spende torna al Ministero”.

Il valore dell'integrazione nei piccoli comuni

Particolarmente significativo il racconto delle esperienze nei piccoli paesi del territorio – San Marzano, Fragagnano, Sava, Carosino – dove si trovano alcuni degli appartamenti destinati all’accoglienza.
Secondo gli operatori, nei centri di dimensioni ridotte gli inserimenti sono più rapidi:
“Le persone si integrano prima perché riescono a creare relazioni, parlare con il medico di base, conoscere i vicini. L’accoglienza non è solo un tetto: è un tessuto sociale che si riannoda”.

Viaggi che non si dimenticano

Il momento più toccante è arrivato quando si è parlato del viaggio.
Gli operatori hanno descritto le tragedie del Mediterraneo, le partenze dalla Libia destabilizzata dopo la caduta di Gheddafi, le settimane passate in mare, le vite spezzate.
“Hanno affrontato esperienze che noi fatichiamo anche solo a immaginare. Quando arrivano, il primo passo è restituire loro serenità: senza questo non può iniziare alcun progetto”, ha detto una mediatrice.

Gli studenti: ascoltare per capire

Il workshop si è trasformato presto in un dialogo: domande, curiosità, riflessioni.
La complessità dell’accoglienza – dai bandi ministeriali ai percorsi scolastici dei bambini ospitati – si è mostrata per quella che è: un lavoro quotidiano fatto di burocrazia, relazioni umane, regole rigide e storie fragili.

Un’esperienza che resta

Il rientro degli studenti è avvenuto intorno alle 19.30, ma l’impressione lasciata dall’incontro sembrava destinata a durare molto più a lungo.
La giornata ha permesso ai ragazzi di guardare oltre i titoli dei telegiornali, di capire come l’accoglienza sia un sistema fatto di responsabilità, controlli rigorosi, ma soprattutto persone reali.

Non slogan. Non numeri.
Persone.

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